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Biblioteche/Musei/Pinacoteche Museo Pinacoteca Mons. Achille Salvucci

Immagine di Museo Pinacoteca Mons. Achille Salvucci

Già nel 1881 Mons. Filippo Giudice Caracciolo dispose l’allestimento di alcune sale museali presso il Seminario Vescovile, tuttavia l’istituzione del Museo-Pinacoteca diocesano fu voluta da Mons. Aldo Garzia nel 1980. Negli anni successivi, a motivo dell’accrescimento del patrimonio museale, il Museo Diocesano ha avuto diverse ristrutturazioni fino all’attuale riordino.
Raccoglie materiale rinvenuto per lo più nel Pulo di Molfetta (IV-II millennio a.C.) e manufatti ceramici dell’età Magno-greca e Romana.  Si deve all’arciprete ed erudito molfettese Giuseppe Maria Giovene (1753-1837) la prima raccolta di materiale archeologico proveniente dal Pulo. In seguito la collezione del Giovene fu arricchita dai reperti provenienti dalle zone archeologiche di Terlizzi e Bisceglie, raccolti dall’arcidiacono Francesco Samarelli in campagne di scavo in tali località, e da donazioni di collezionisti privati (Cascarano – De Trizio). Il Museo è attualmente articolato in quattro sezioni distinte: archeologia, scultura, pittura, paramenti sacri e argenti. 
La prima sezione comprende manufatti e reperti rinvenuti nel Pulo e aree situate nell’agro compreso tra le città di Terlizzi, Bisceglie, Molfetta. In questa sezione figurano, inoltre, corredi funerari costituiti prevalentemente da vasi peuceti (VIII-III sec. a.C.) e ceramica ellenistica, proveniente dalle aree archeologiche più note della Puglia (Egnazia, Canosa, Ruvo), oltre a piccole sculture, terrecotte, monete, armi, bronzi.
La seconda sezione raccoglie sculture in pietra e in legno. Fra i reperti lapidei vanno ricordati: una pietra tombale del 1500; il fregio del portale della chiesa di S. Margherita; un trittico del XVIII sec. di S. Maria dei martiri, S. Corrado e S. Nicola.
La terza sezione presenta tele di grandi autori: una Pietà del sec. XVII di Bernardo Cavallino; del XVIII sec. una Madonna con bambino, S. Raffaele e il Tobiolo e un S. Nicola pellegrino di Corrado Giaquinto; il sogno di Giacobbe, Abramo e i tre angeli, il Re David di Nicola Porta. A queste si aggiunge la grande tela, recentemente restaurata, del Compianto sul Cristo morto del sec. XVII.
La quarta sezione espone i paramenti sacri ed alcuni argenti del tesoro della Cattedrale.



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