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Francia ed Italia: no, non è una partita di calcio! Ma cosa le unisce?

Immagine di Francia ed Italia: no, non è una partita di calcio! Ma cosa le unisce?

Ma cosa potrebbe legare la Francia all’Italia, in particolare la Puglia?

Non certo la gastronomia, non certo le tradizioni popolari..

..la venerazione del Santo di Montpellier!

La fede nella guarigione, la fede nelle opere di carità e la forza della preghiera di questo Santo sono state vere rivelazioni che hanno portato “a farlo diventare” un emblema da cui trarre esempio e così è stato “scelto” come Patrono non solo in Francia ma anche in numerose cittadine italiane.

Infatti i festeggiamenti in onore di S. Rocco “esplodono” quasi simultaneamente in diverse parti del territorio!

Il suo nome deriva da Rog o Rotch e nacque con una croce vermiglia impressa sul petto. Intorno ai vent’anni, dopo la morte dei suoi genitori, vendette tutti i suoi beni e si affiliò al Terzo ordine francescano ed indossato l’abito dei pellegrini (bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia) fece voto di recarsi a Roma e pregare sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo.

Il percorso purtroppo non può essere ricostruito ma da fonti certe nel 1367 si trovava ad Acquapendente (Viterbo) dov’era in corso un’epidemia di peste. Prestò servizio agli ammalati e tracciando un segno di croce sugli ammalati ed invocando la Trinità di Dio per la guarigione degli appestati, i miracoli iniziarono a compiersi.
Quando guarì gli ammalati si recò in Emilia Romagna per aiutare ancora una volta gli appestati.
Tra le varie “guarigioni eccellenti” si ricorda quella del cardinale Papa Urbano V (Roma tra il 1367 ed il 1368).
Il Santo non arrestò il suo pellegrinaggio e toccò le città di Rimini, Cesena, Parma, Bologna, Piacenza.
Colpito anche lui dalla malattia e scacciato dalla gente si allontanò volontariamente dalla città e si rifugiò in un bosco vicino al fiume Trebbia.
La leggenda vuole che un cane vista la sofferenza di quest’uomo ne ebbe compassione ed ogni giorno all’ora di pranzo, rubava un pezzo di pane dal suo patrone benestante.
La mancanza costante del pane fece insospettire il padrone che si mise a guardia del pane per vedere chi rubasse nella propria casa.
Meravigliato che fosse il suo “amico più fedele”, lo seguì pronto per dargli una lezione.
Ma con grande stupore scoprì il nascondiglio del Santo sofferente.
Gli anni trascorsero e la storia diventa sempre meno chiara, ma è certo che il 16 agosto compreso tra il 1376 ed il 1379 S. Rocco morì in una cella di Voghera accusato di essere una persona sospetta.
Ma la scia dei numerosi miracoli lo coprirono da subito della veste di “Santo intercessore di tutti i malati di peste che invocano il suo nome”.

Le effigi che ricordano S. Rocco e da tutti noi conosciuti sono la veste di pellegrino, le piaghe della peste e il cane (con il tozzo di pane in bocca) che volge il suo sguardo verso il Santo.



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